Vip, ovvero very incoherent people
Non mi dà fastidio che qualcuno cambi idea. Mi dà fastidio la riscrittura retroattiva della propria storia intellettuale. Perché c’è una grande differenza tra:«Per una vita ho sostenuto X, ma alla luce delle nuove evidenze mi sono ricreduto e oggi penso che sia Y» e: «Ma come fate a pensare X? È ovvio che sia Y». Nel secondo caso sembra quasi che Y fosse sempre stata scolpita nelle tavole della legge che Mosè ricevette sul Sinai e che l’influencer, il professionista o il sedicente cultore della materia l’avesse semplicemente scoperta prima di tutti noi poveri stronzi. Faccio qualche esempio. Il fruttosio era meglio del glucosio perché, in fondo, «è quello della frutta». Lo zucchero di canna era più salutare di quello di barbabietola. La pasta la sera faceva ingrassare. Le uova contenevano troppo colesterolo, quindi era meglio mangiarne soltanto due alla settimana. Oggi, invece, le uova possono tranquillamente rientrare nell’alimentazione quotidiana, a seconda del contesto individuale. Nella macchinetta del caffè non si fa la montagnetta. Le calorie non sono importanti. Poi, improvvisamente, abbiamo scoperto che per perdere peso serve un deficit calorico. Ora, intendiamoci: non è un problema se queste convinzioni vengono modificate, corrette o addirittura completamente abbandonate. È esattamente così che dovrebbe funzionare la conoscenza. Il problema arriva quando chi per anni ha sostenuto una cosa, dopo che la ricerca l’ha messa in discussione, se ne esce con il tono di chi ha sempre saputo tutto: «Avete sempre sbagliato. Si fa così». No. Se hai cambiato idea é perché sono cambiate le evidenze, dillo. Non c’è niente di vergognoso nel dire: «Mi sbagliavo». Anzi, è probabilmente una delle poche cose che distinguono una persona che ragiona da una persona che deve necessariamente avere ragione. Quello che trovo insopportabile è il contrario: trasformare il proprio dietro-front in una prova della propria autorevolezza, facendo finta che la nuova posizione fosse evidente fin dalla notte dei tempi e che soltanto gli altri fossero troppo stupidi per capirla. Non mi interessa che tu abbia cambiato idea. Mi interessa che tu non faccia finta di non averla mai avuta, quella vecchia.

