La gente che Mal-pensa

Perdonatemi, ma a chi dovrebbe essere intitolato l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa? Non voglio idolatrare nessuno, mi concentro sul criterio con cui si decide un’intitolazione di una grande infrastruttura, come del resto detta questione è stata posta di fatto dall’ENAC. Berlusconi ha avuto per la Lombardia non solo un impatto politico, bensì anche imprenditoriale, occupazionale, culturale e persino urbanistico con il più grande centro dell’industria culturale e audiovisiva in Italia se non in Europa. A fine 2025 il gruppo MFE contava più di 11000 dipendenti e di questi oltre 3400 con base a Cologno Monzese che è per forza di cose diventata un sinonimo geografico di Mediaset. Ma questi dati sarebbero forvianti, in negativo, se non assimilassero anche il pantheon di tecnici, studi, scenografie, produzioni esterne, fornitori, servizi, pubblicità, ristorazione, trasporti, immobili e professionalità creative. Insomma quello che in gergo chiamiamo l’indotto.
E’ comprensibile, mettiamola così, che ci sia una componente politica e sociale a cui l’intitolazione a uno che di certo non era un santo, come lui stesso ammetteva, non è proprio andata giù. Berlusconi Pregiudicato. E questo è un automatismo che non vuol dire persona indegna. ll termine “pregiudicato” descrive una condizione derivante da una condanna definitiva; non costituisce, da solo, un giudizio complessivo sul valore della persona. Anche perché poi se andiamo a vedere la maggior parte delle intitolazioni commemorative in tutto il mondo hanno problemi etici enormi. Togliatti per esempio era un pregiudicato, o meglio i reati per cui fu condannato erano di natura politica in un periodo storico che non mi sento per definizione e onestà intellettuale, di dire abbia avuto una magistratura illuminata. Però sulle scalette dell’Airbus diretto a Mosca affermò: «E’ motivo particolare di orgoglio aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica». Questa affermazione è stata peggio del più efferato delitto. Almeno per me. Puoi essere in contrasto con le idee di un Governo, ma scindi il padrone dalla casa. Il primo prima o poi passa. Ma oggi svetta rigogliosa tra Collatino e Cinecittà, Viale Palmiro Togliatti, adornata da una ricca selezione di meretrici. Per un attimo voglio lasciare le questioni meramente economiche, anche se sono senza ombra di dubbio quelle più goderecce. La gente, vuoi perché la Storia e i fenomeni storici sono sempre terreni ambigui su cui muoversi, sono sempre avari di riconoscimenti. Giulio Cesare solo in Gallia fece un milione di morti e un altro milione di deportati. Eppure oggi quasi il 99% delle città italiane ha una via, una piazza o un viale dedicato. E’ solo questione di tempo? Il tempo risciacqua le coscienze e le colpe? Stesso discorso per Alessandro Magno, Papa Borgia, Karl Marx che da comunista, alla stregua di Ilaria Salis, aveva dei contenziosi di natura economica con alcune maestranze. Insomma, il più pulito c’ha la rogna. A volte io penso, e lo tratterò prossimamente in un articolo, che il problema della sinistra sia la sua prosopopea, l’arte di indicare la pagliuzza senza notare la trave nel proprio occhio.
Per un uomo che ha profondamente segnato e contribuito al tessuto economico e sociale di un Paese aver riportato una condanna per frode fiscale nel 2013 con una condanna a 4 anni di cui 3 coperti da indulto, più che criminalità, parlerei di statistica. Per non parlare poi, anzi ne parlerò, che nel 2018 il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli concesse la riabilitazione giudiziaria che di fatto estingueva gli effetti penali e la riabilitazione dalla incandidabilità prevista dalla legge Severino. Ad ogni modo nel 2019 è eletto al Parlamento europeo e nel 2022 siede nuovamente al Senato dopo che a pochi mesi dalla sua prima elezione a Palazzo Madama, nel 2013 viene fatto decadere in ottemperanza alla Sentenza. 35 procedimenti penali, una sola condanna. Questa è performance. E lo so cosa state pensando: prescrizione non vuol dire assoluzione. Ma questo vale per tutti.
