La domanda Presidente non è quanto le costa tirarselo dentro. Bensì a che prezzo tenerlo fuori.
Oggi 26 Settembre 2026 Vannacci ha raggiunto una dimensione elettorale che rende molto difficile trattarlo come un semplice ex leghista. L’ultimo sondaggio Ipsos/Pagnoncelli lo colloca all’8,8%, contro il 4,7% della Lega, mentre FdI è al 26,4% e FI al 7,3%. Quindi la situazione che si sta creando è abbastanza assurda: Salvini ha il controllo di una struttura politica molto più grande e strutturata di Futuro Nazionale, ma Vannacci in questo momento ha un consenso elettorale superiore a quello della Lega. E se la Lega avesse messo il veto? Meloni non è tipa da accettare veti ma non può semplicemente dire: “Vannacci è piccolo, quindi lo ignoro.” Perché non è più piccolo. Ma non può nemmeno dire:“Vannacci è forte, quindi lo prendiamo dentro.” Perché significherebbe riconoscere al Generale un peso politico che potrebbe alterare gli equilibri interni alla coalizione. Meloni ha un incentivo a non rompere l’equilibrio con Salvini finché non è costretta a scegliere. Perché Salvini non è soltanto il leader della Lega. È vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti, oltre a essere un alleato storico di Meloni adesso e di Berlusconi prima ancora. Vannacci, invece, è diventato un potenziale competitore elettorale interno all’area di centrodestra. E c’è un particolare che pesa parecchio: Salvini e Vannacci non sono semplicemente concorrenti elettorali. Il secondo è nato politicamente dentro la Lega, poi ne è uscito e ha costruito una formazione autonoma. Il primo ha dichiarato esplicitamente che, almeno allo stato attuale, non vede un’alleanza con Futuro Nazionale. Quindi per Salvini FN non è un’opzione anzi, è qualcosa che può sottrargli una parte del suo stesso spazio politico. E il Presidente del Consiglio si trova in una posizione molto delicata. I numeri attuali rendono il problema concreto: secondo Ipsos, la presenza di Futuro Nazionale porterebbe il centrodestra allargato al 45,7%, ma il centrosinistra sarebbe al 45,2%. Quindi Vannacci modifica sensibilmente il quadro. Come reagirà Meloni se Vannacci continua a stare stabilmente sopra la Lega? Perché se Vannacci fosse all’8-9% e la Lega al 4-5% per un periodo prolungato, cambierebbe la natura del problema. A quel punto la domanda per Meloni non sarebbe più “Conviene allearsi con Vannacci?” Sarebbe “Quanto mi costa tenerlo fuori?” Ma contemporaneamente potrebbe esserci una seconda domanda: “Quanto mi costa farlo entrare?” Forse il vero problema per Meloni non è scegliere tra Salvini e Vannacci. È evitare che la scelta diventi necessaria troppo presto.
