Avevo un problema e me lo sono portato anche in Germania
Da quando sono Cittadino della Repubblica federale tedesca ho acquisito l’onore e l’onere di essere chiamato ad esprimere il mio voto a tutti i livelli: federale, regionale e comunale. Nulla toglie che essendo in primis cittadino italiano conservo lo stesso diritto e dovere civico anche nelle mie amate sponde. Sono anni purtroppo che gli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama a Roma non esprimono un forza politica in cui io realmente mi “recognosca”. Quindi non vi nascondo che quando l’Ambasciata mi chiama ad esprimere la mia preferenza ho una certa difficoltà. Diviso tra il dovere civico di dare il mio contributo e il diritto di dire: ma io che cazzo ne so!

La richiesta che mi fece mia moglie all’indomani del conseguimento della Cittadinanza fu: vota chi vuoi, ma non Afd (Alternative für Deutschland). Il che per chi conosce la mia storia e il mio pensiero verrebbe automatico pensare che quella sarebbe stata la mia vocazione naturale. Anzi, finalmente un partito che non si nasconde tra le ambiguità del Centro. All’implosione del Popolo della Libertà, ricordo scrissi un post su Facebook in cui dicevo sostanzialmente che non avrei mai più avvicinato il mio voto ad un partito che avesse allegato alla parola DESTRA, il suffisso Centro. Il problema? É più facile a dirsi che a farsi. Diviso nell’urna tra espletare il mio diritto-dovere di dare alla nazione un governo più stabile possibile (anche se le ultime 25 leggi elettorali sembravano fatte proprio per assicurare l’instabilità), e la tentazione di scrivere qualcosa di spiritoso e irriverente sulla scheda elettorale. Ricordo: Regionali del Lazio 2005, Marrazzo vs Storace, seggio di Borgo Faiti (LT), una scheda con scritto: ONORE A PRUZZO. Un genio!
E questo problema, il fatto di non sapere a chi dare il mio piccolo e insignificante voto me lo sono portato anche in Germania. Prima c’era una forza, la CDU (i Cristiano-democratici) che tra le tante contraddizioni, gli inciuci con i Social democratici dell’ SPD, aveva anche un minimo di senso. Ammetto che alle elezioni di Berlino del 2021, quelle che un tempo avremmo chiamato “Circoscrizionali”, in cui potevi votare anche se esclusivamente residente, ho concesso la mia crocetta al partito della Merkel. In primavera nello Schlewig-Holstein, il Land adiacente ad Amburgo, dove risiedo, saremo chiamati a votare per l’assemblea regionale (Landtag) che poi esprimerà il Presidente (Ministerpräsident). Ed io ho poco più di 6 mesi per trovare una quadra. Non voglio che la mia prima volta sia con uno qualunque. L’avvento di Friedrich Merz, poi, della sua politica elitaria, ha fatto un grave danno all’Unione dei Cristiano democratici. E finché la CDU non troverà un sostituto, non dico valido, ma almeno decente, l’emorragia dei consensi sarà inarrestabile a vantaggio dei partiti estremi. Io penso che fenomeni come AfD siano passeggeri, non destinati a perdurare. Il popolo vuole stabilità, certezza, equilibrio, rassicurazioni. Non vuole un partito dalle politiche estreme. I fenomeni “disfunzionali” come per l’appunto AfD nascono dall’incapacità momentanea e prolungata dei partiti tradizionali. Sono, per come li chiamo io, dei voti di pancia. Quando hai fame, e le mele ti hanno sempre fatto schifo, ti assicuro che una granny smith, seppure acidula, la mandi giù che è un piacere. Alternative für Deutschland, la formazione di pura Destra senza orpelli, ha vinto ultimamente, con percentuali molto alte, in Regioni economicamente più provate, dove la crisi internazionale ha colpito di più a causa del tessuto economico debole. Parlo delle regioni dell’Est che risentono ancora del gap pre-muro. Quello che ha contribuito è stato senza ombra di dubbio la crisi dell’Automotive, quella del mercato immobiliare, l’immigrazione, gli stipendi che non si sono particolarmente allineati all’inflazione. E per AfD è stato come affondare un coltello nel burro. Se sei vaccinato, il vaccino non ti esclude automaticamente dall’infezione, ma riduce di parecchio la sintomatologia. Il successo di AfD non dimostra necessariamente che la Germania sia diventata improvvisamente estremista. Dimostra quanto possa diventare fragile il consenso quando i partiti tradizionali smettono di rappresentare una parte consistente del Paese, di quando non lo ascoltano più. Io a scuola non eccellevo, ma mi distinguevo, non per la peculiarità dei miei talenti, ma perché ho avuto la fortuna che i miei competitors erano peggiori di me. Lo so, è molto antipatico da dire, me ne farò una ragione.
D’altra parte non credo neanche sia giusto demonizzare AfD, perché chiunque ha diritto a una chance. Auspico che poti alcuni rami troppo ingombranti che ostacolano la sua crescita. Che si ripulisca dai nostalgismi perché nella nuova era ci sono sfide che non possono guardare al passato. I dati sono effimeri, oggi sei al 35 domani torni al 5,9% (vedi Lega). Quello che conta si chiama zoccolo duro, quella percentuale di elettorato che sarà con te in salute e in malattia.
