L’insostenibile leggerezza di essere Bonelli

Quando guardo un intervento di Angelo Bonelli ho emozioni contrastanti. E lo so che è il gioco delle parti, che un’opposizione non direbbe mai: quanto è bello e quanto è buono il nostro Governo. Più in generale la retorica non è mai andata a braccetto con la logica aristotelica, seppure Aristotele le insegnasse entrambi, dove mai come in questo caso il sillogismo per cui un ragionamento è valido quando la conclusione deriva direttamente dalle premesse è men che meno ottemperato. Nell’intervento alla Camera del 9 Ottobre, davanti a parecchi ministri dell’esecutivo, l’Ovorevole entrava a gamba tesa sulla legge elettorale, passato alla storia come Stabilicum o meglio ancora Melonellum, approvato poc’anzi e firmato dal Presidente Mattarella. In un intervento di poco più di 10 minuti secondo me pochissime cose avevano davvero senso. Diciamo che in linea di principio non discuto tanto i contenuti, bensì le forme, i tempi e i pulpiti. Prima cosa che afferma: avete messo per ben 3 volte la fiducia perché evidentemente non vi fidate tra di voi. Il governo Renzi pose anche lui la questione di fiducia 3 volte sulla legge elettorale Italicum nell’aprile 2015. E a onor del vero Bonelli sedeva all’opposizione, ma oggi fa parte comunque del Campo largo insieme a Renzi. Litigano di giorno per andare a rubare insieme la notte, direbbe Giovannino Guareschi.

Successivamente si lamenta che in un paese che ha le bollette più care d’Europa, in quella sede sono presenti il Ministro della Sanità Schillaci, quello del turismo, quello della Giustizia, quello della Cultura e infine arriva pure Fratin dell’Ambiente, che invece di preoccuparsi dei problemi che affliggono il Paese sono in aula a presidiare la legge elettorale. Come se il Paese ne soffrisse da ieri di tali problemi. Allora, innanzitutto non c’è nulla da presidiare perchè la legge è già stata firmata da Mattarella, in secundis, mettiamoci d’accordo, ai question time se non sono presenti i membri del governo vi lamentate, se ci sono vi lamentate lo stesso. Stacchiamo la targhetta “Palazzo di Montecitorio” e mettiamoci direttamente “Ufficio lamentele”.

Continua con il sempre verde tema del costo dei carburanti: Eni aveva abbassato il costo aspettandosi lo sconto fiscale: sconto non arrivato, rialzato. A parte che subito dopo è stato ribassato. Ma Bonelli sa come si forma il prezzo dei carburanti? Lo sa, sono certo, ma fa scena utilizzare una certa retorica. Aggiunge: il costo del Kw/h a 0.17cent, nel pomeriggio del 30 Settembre diventa 0,20cent dopo che il governo aveva annunciato il taglio del 30%. Il che da, sembra fatto a posta. Non conosceranno il costo delle zucchine al Kg, ma quello del Kw/h ce l’hanno ben tatuato sull’avanbraccio. Il 12 Gennaio 2023 portò delle zucchine in Parlamento con tanto di scontrino al seguito per dimostrare come il carrello della spesa fosse diventato molto più caro e dichiarò che le zucchine le aveva pagate 4 € al kg. Se le compri da NaturaSi, è probabile. Nel 2026 in Germania, fuori stagione, costano 3,99. Per dire…

Bonelli poi contesta la narrazione per cui il Presidente del Consiglio abbia “salvato” i 131 posti di lavoro in esubero alla Ericsson di Genova. L’Ericsson il 1 Ottobre annunciava 131 esuberi e conseguenti licenziamenti, dopo il pressing di Meloni su l’AD Missori, l’azienda trasforma quei licenziamenti in un piano che prevede l’incentivo fino a 48 mensilità per chi uscisse volontariamente. Come dico sempre io: Piuttosto che niente, meglio piuttosto. Volkswagen nello stesso anno ha annunciato una riduzione di 100000 unità entro il 2030, anche qui tramite buonuscite e percorsi volontari. Con l’imposizione dell’AI è una storia a cui aziende come Ericsson ci stanno abituando, ma non attaccherei il Governo sui licenziamenti di Aziende private tra l’altro straniere. Un tempo ti davano un calcio e ti cacciavano, adesso almeno ti indorano la pillola con buonuscite e percorsi di reinserimento. Però anche qui, è il gioco della politica.

Poi non gli stanno bene gli Onorevoli e Senatori eletti all’Estero. Nel 2000 la legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1, istituiva la Circoscrizione Estero nell’articolo 48 della Costituzione. Una legge voluta da Mirko Tremaglia, pace all’anima sua. Mi sembra mia moglie che, quando litighiamo, tira fuori fatti e avvenimenti successi tanto tempo addietro. Ma non si spinge fino a 27 anni prima. Ed è strano, perché lei, al contrario di me, pensa che Bonelli dice anche cose sensate. Ognuno ha la sua croce.

Ma il capolavoro secondo me arriva in chiusura di nuovo sulla legge elettorale, evidentemente è stata indigesta: «Ma voi lo sapete che con questa legge elettorale il 50% di voi non rientrerà in Parlamento?», non capisco se stia formulando una critica alla legge elettorale, se stia involontariamente facendo un complimento ai suoi avversari o si stia preoccupando dei loro mutui che non si pagano da soli. Perché, se davvero metà di loro rischia di perdere il seggio e ciò nonostante vota a favore della riforma, questo potrebbe essere semmai un argomento a loro favore: significa che hanno approvato una legge pur sapendo che avrebbe potuto compromettere la loro permanenza in Parlamento. E questo è un elemento a favore. Poi, naturalmente, resta da discutere se la legge sia buona o cattiva, ed è proprio su questo che bisognerebbe confrontarsi. Ma trasformare il rischio di perdere il proprio posto in un argomento contro una legge è un cortocircuito logico. Oppure è semplicemente retorica politica: l’importante non è dimostrare che una legge sia sbagliata, ma trovare qualcosa da dire contro chi l’ha votata. Signori, fate il vostro gioco.

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